Come contattare la chat di assistenza Facebook

Come contattare la chat di assistenza Facebook

Facebook: come contattare l’assistenza via chat?

Hai problemi su Facebook e vuoi parlare con un operatore? La procedura non è semplice e intuitiva, ma un modo per contattare l’assistenza c’è.

Se vi è mai capitato di dover segnalare qualcosa a Facebook o di aver bisogno di supporto, avete provato quella sgradevole sensazione di abbondono totale e di impotenza davanti ai tastini di segnalazione del rinomato social.

Se questo è vero quando si parla di utenti standard, però, è anche vero che esiste il modo di contattare l’assistenza Facebook nel caso si gestisca una pagina che fa uso di ADS, le sponsorizzazioni.

Gli inserzionisti hanno infatti un centro assistenza dedicato nell’area business della piattaforma. Ecco come procedere per avere assistenza in chat da un operatore.

Facebook: Come richiedere assistenza

Una volta effettuato l’accesso al vostro account su business.facebook.com, in alto a destra troverete la scritta Assistenza.
Cliccandoci si aprirà un menu: bisognerà cliccare su Contattaci, che condurrà su una nuova pagina. Qui saranno disponibili diverse risorse per la risoluzione dei problemi più comuni ma, se nulla fosse d’aiuto, scorrendo troverete Ulteriore assistenza.

Potrete decidere se condividere il vostro problema sul forum o contattando Facebook via mail o via chat.

Come parlare in chat con l’assistenza tecnica Facebook

Quali di questi tre metodi scegliere dipende dalle esigenze individuali.
Il forum è sicuramente il meno diretto dei tre e pertanto sconsigliabile, soprattutto se c’è la necessità di operare tempestivamente.

Nel caso in cui decideste di contattare l’assistenza via mail potrete stare più tranquilli, perché la risposta dovrebbe arrivare entro un giorno lavorativo. Verrete infatti richiamati direttamente da un operatore al numero che inserirete in fase di richiesta che vi aiuterà a risolvere il vostro problema.
Un consiglio è quello di essere chiari nella descrizione del problema, in modo che l’operatore sia in grado di aiutarvi in modo rapido.

La chat, che si trova a questo link dove è richiesto di compilare il form, rimane comunque il metodo più rapido per parlare con un operatore. Come per la mail, inizialmente dovrete fornire una serie di informazioni per isolare la domanda che volete porre e fornire una serie di dati, dopo sarete in grado di chattare direttamente con l’assistenza.

Cosa fare se non si dispone di un account pubblicitario?

Se non si rispettano i requisiti business, il servizio diretto non è purtroppo disponibile.
È evidente che per Facebook sarebbe davvero troppo dispendioso fornire una simile assistenza a tutti i suoi utenti, che ora sono più di 2 miliardi.
Potete comunque cercare tra gli argomenti popolari o, nel caso non trovaste ciò che vi serve, scrivere sul forum dedicato (che, almeno, è più attivo della sua controparte business).

Hai bisogno di ulteriore assistenza?

Se il processo ti sembra troppo complesso o semplicemente non vuoi supporto per la risoluzione delle tue problematiche, contattaci per ricevere una consulenza gratuita a questo link!

 


Ti è piaciuto questo articolo? Hai bisogno di supporto per la gestione dei tuoi canali social? Visita la nostra sezione “Gestione Social” oppure scrivici per avere un contatto con i nostri Consulenti, che saranno lieti di assisterti. Sarai affiancato da un nostro operatore che ti aiuterà a scegliere la soluzione più adatta alle tue esigenze! Un saluto dal Team di ADVPRO.

Come vendere su Facebook

Come vendere su Facebook

Vuoi vendere anche tu i tuoi prodotti e servizi su Facebook?

Ecco come muovere i primi passi su questo tipo di business in costante crescita!

 

“L’ho comprato su Facebook” è una frase sempre più diffusa, infatti vendere su Facebook i propri prodotti è una grande occasione. Lo è per aziende piccole, medie o grandi, senza distinzioni.

Vendere su Facebook i propri prodotti non è difficile. Anzi, da quando il social più diffuso e potente al mondo si è aperto a questa possibilità, questa occasione di business è diventata particolarmente facile da sfruttare.

Dall’ottobre 2016, infatti, anche in Italia è attivo Marketplace, una nuova opzione presente nella app per smartphone. Come ha spiegato in una nota Mary Ku, capo del Project Management di Facebook, “più di 450 milioni di persone visitano ogni mese i gruppi di compravendita. Ecco perché si è deciso di creare un luogo dove tutti possono facilmente comprare e vendere oggetti con le persone nella vostra comunità”.

Per accedere, dopo aver aggiornato l’app l’icona di questo nuovo servizio apparirà nella barra delle notifiche (in basso nel caso di iOS, in alto per Android). Basta schiacciare per accedervi.

Per trovare qualche prodotto specifico, basta filtrare la propria ricerca in base alla località, alla categoria o al prezzo. È anche possibile sfogliare il catalogo di ciò che è disponibile nelle varie categorie. Quando si trova qualcosa di interessante, basta toccare l’immagine per vedere maggiori dettagli su venditore e prodotto. È inoltre possibile salvare la ricerca, in modo da tornarci in un momento.

 

Rilasciata prima negli Usa, nel Regno Unito, in Australia e in Nuova Zelanda, Marketplace poche settimane più tardi è sbarcata anche in Italia con la sua “Vetrina”.

 

 

Vendere su Facebook con Marketplace “Vetrina”

Creare una vetrina per vendere i propri prodotti sulla pagina Facebook aziendale è semplice. Una volta cliccato sul pulsante Aggiungi una Vetrina, devi compilare il form con tutti i dati sulla tua attività e il tuo negozio su Facebook è attivo. Una volta creata la Vetrina, ovviamente bisogna aggiungere i prodotti che si vuol vendere. Altra operazione davvero facile perché per farlo basta cliccare su Aggiungi Prodotti e compilare un altro form con foto, informazioni e prezzo.

La Vetrina è uno strumento free perché Facebook non trattiene nessuna percentuale sui tuoi ricavi provenienti dalla vetrina.

Ma questo non significa che vendere su Facebook sia del tutto gratuito. Quando configuri la tua vetrina e scegli l’opzione Acquista su Facebook, dovrai creare un account Stripe o un conto PayPal o effettuare l’accesso a un account esistente se ne hai già uno.

Una volta che avrai contrassegnato un ordine come spedito, Paypal o Stripe depositeranno i pagamenti sul conto corrente che hai aggiunto al tuo account. PayPal e Stripe ti addebitano il 2,9% del prezzo d’acquisto + 30 centesimi per ogni addebito effettuato.

Fino ad ora abbiamo visto gli strumenti che rendono possibile la vendita di prodotti sul social network più diffuso al mondo. Ma riuscirci è un’altra cosa…

Come abbiamo visto più volte in altri articoli, Facebook è una piazza potenzialmente straordinaria per promuovere i propri prodotti e servizi. Lo è sia per il numero eccezionale di iscritti, sia per la possibilità di creare lead raggiungendo le persone e le aziende realmente interessate ai nostri prodotti o servizi. Utilizzare al meglio lo strumento Facebook Ads per farlo è fondamentale.

Già, perché per vendere su Facebook sono indispensabili due fattori che vanno ben al di là dei tool che consentono la vendita dal punto di vista tecnico. E sono:

  • L’individuazione del target giusto
  • La creazione di un rapporto di fiducia con questo target

Una volta raggiunti questi obiettivi, proporre e concludere una vendita sarà più semplice e le possibilità di successo saranno enormemente maggiori.

Se vuoi vendere i tuoi prodotti o servizi, Facebook rappresenta uno strumento importante che puoi utilizzare. Ma ricorda che il processo di vendita è cambiato negli ultimi anni (tanto che oggi è più corretto chiamarlo processo di acquisto) e proporre l’acquisto non è che l’ultimo step di un percorso che prevede, in primis, di:

  • Individuare il proprio target
  • Offrirgli contenuti gratuiti di valore
  • Conoscerne le necessità
  • Offrire una soluzione concreta e immediata alle necessità del tuo pubblico

Prima pensa a conquistare il tuo pubblico su Facebook, poi riuscirai a proporgli con successo una vendita.

Hai bisogno di utilizzare I Social per pubblicizzare la tua azienda o la tua attività? Il Team di ADVPRO ti seguirà passo passo nella progettazione della tua campagna.

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Le differenze tra Google Adwords e Facebook Ads

Le differenze tra Google Adwords e Facebook Ads

Le differenze tra Google Adwords e Facebook Ads

Sempre più clienti ci chiedono: “conviene investire su Google Adwords o Facebook Ads?”

Mai come in questo caso la risposta è: dipende.

Già, dipende, ma da cosa?

 

Google Adwords e Facebook Ads quale scegliere?

Google Adwords o Facebook Ads lavorano su logiche completamente differenti e, per questo, voglio spiegarti perché non devi considerarle come due alternative, in cui una esclude l’altra o una è migliore dell’altra.

Come ogni aspetto dell’attività imprenditoriale, dipende da quello che vuoi fare e da quello che vuoi ottenere.

Il marketing è tutto, fuorché una strada da seguire solo perché l’hanno seguita altri prima di te!

Il marketing è “un vestito su misura”, più ti sta comodo più sarai a tuo agio.

Per capire cosa può essere più utile al tuo business iniziamo con il capire cosa è Google e cosa è Facebook.

 

CHE COS’È GOOGLE?

È un motore di ricerca. Un software che scandaglia il web, indicizza i siti presenti, cataloga i contenuti e le informazioni e ce le ”riconsegna”, sotto forma di risposta, tutte le volte in cui facciamo una domanda.

Oltre il 90% delle persone, nel mondo occidentale, utilizza Google per:

  1. cercare informazioni
  2. avere risposte a delle domande
  3. informarsi prima di “acquistare” prodotti o servizi

CHE COS’È FACEBOOK?

Facebook è un social network. Una piattaforma nella quale le persone si incontrano, socializzano, parlano, condividono idee, notizie, video e immagini.

Le persone utilizzano Facebook per:

  1. svagarsi
  2. comunicare
  3. condividere

Sono entrambi due canali di comunicazione, intrinsecamente differenti per logiche di funzionamento e utilizzo, ma accomunati dal fatto di inglobare due potentissime piattaforme di Advertising: GoogleAdWords e Facebook Ads.

QUANDO USARE ADWORDS E QUANDO USARE FACEBOOK ADS?

Perché utilizziamo Google

Google Adwords è consigliabile da usare in situazioni in cui l’utente è ormai prossimo all’acquisto. Il perché è presto detto: se un utente cerca “Hotel Milano” sul motore di ricerca, sa benissimo cosa vuole trovare. Abbiamo così intercettato una domanda consapevole, cioè un probabile cliente che sa benissimo cosa vuole.

Quindi se vuoi utilizzare Google per farti pubblicità devi domandarti quello che le persone chiedono quando sono alla ricerca del tuo prodotto o del tuo servizio.

Le persone sono già pronte ad acquistare.

Sono in uno stato di attività: stanno cercando qualcosa.

Quindi potresti usare Google AdWords quando desideri sfruttare la situazione di bisogno in cui si trovano le persone che sono alla ricerca di un prodotto o un servizio che tu puoi loro offrire.

Perché utilizziamo Facebook

Facebook Ads è utilissimo nella fase in cui noi vogliamo far conoscere il nostro prodotto  e stimolare curiosità da parte dell’utente intorno a esso; Facebook Ads permette cioè di intercettare la cosiddetta domanda latente.  In sostanza permette di far conoscere il nostro prodotto a un pubblico che potrebbe essere interessato all’acquisto, ma semplicemente ancora non lo sa o non conosce il nostro prodotto. Una persona che vede un’inserzione su un Hotel a Milano potrebbe non avere in preventivo un viaggio a breve, ma la nostra inserzione può aiutarlo a scegliere di fare un viaggio nel prossimo mese, a Milano, presso la nostra struttura.

Quello che cerchiamo di fare con la pubblicità su Facebook è l’opposto di quello che facciamo con AdWords.

Con Facebook >> stimoliamo un bisogno

Con Adwords >> rispondiamo a un bisogno

Su Facebook, infatti, il processo di acquisto, quando avviene, è completamente invertito. La piattaforma social è il luogo nel quale “facciamo nascere il bisogno”, lo stimoliamo e lo rafforziamo.

FACEBOOK ED ADWORDS STRUMENTI INTEGRATI DI MARKETING

Non pensare alle campagne pubblicitarie su AdWords e Facebook come a delle operazioni “spot” generate solo dalle riflessioni del “ Sono calate le vendite! Adesso mi faccio un po’ di pubblicità” oppure “Questo mese abbiamo venduto poco, facciamo un post che sponsorizzi la pagina così magari qualcuno compra qualcosa“.

Tutto questo non porta a nulla! Non voglio dirti che devi promuoverti tutto l’anno spendendo cifre esorbitanti, ma semplicemente che devi utilizzare le due piattaforme e il tuo budget con obiettivi e criteri prefissati.

Ogni azione pubblicitaria deve essere inserita in una precisa strategia di marketing, cioè in un sistema, preordinato e programmato, che prevede tutta una serie di azioni finalizzate al raggiungimento di un obiettivo.

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Migliorare l’usabilità di un sito web

Migliorare l’usabilità di un sito web

ll libro “Don’t make me think” di Steve Krug è un vero e proprio classico che dal 2000 (anno della prima edizione) ad oggi ha aiutato centinaia di migliaia di web designer e sviluppatori a capire come migliorare l’usabilità di un sito web, che cosa sia l’usabilità e perché è importante.
Partendo dai temi affrontati da Steve Krug sul come sfruttare l’usabilità, ho scritto questa guida su come si possa migliorare l’usabilità di un sito web.
E quando dico migliorare l’usabilità di un sito bisogna intendere migliorare il sito stesso. Perché l’usabilità è una cosa importante.

L’usabilità è una cosa importante.

Ti è mai capitato di entrare in un sito internet e non capire assolutamente nulla di come si usasse e sentirti spaesato? Sappi che in questo caso la colpa non è tua (utente) ma di chi progetta e gestisce quel sito web e ne ignora l’usabilità.
Per questo possiamo affermare che l’usabilità non solo è importante ma è fondamentale, specialmente per un sito con dei competitor.
Che si tratti di blog, siti aziendali, e-commerce o altri siti che offrono un servizio o un prodotto, devono fare in modo di rendere l’esperienza dell’utente più intuitiva possibile.
Questo è fondamentale per spingere l’utente ad acquistare i vostri prodotti, iscriversi ai vostri programmi ma, soprattutto per evitare di far entrare in confusione l’utente che si ritroverà a cliccare in continuazione il tasto indietro e cercare la risposta che voleva in un altro sito più veloce ed efficiente.
Se un sito non ha rispetto per l’usabilità, non ha funzioni chiare o non riesce a far capire all’utente come deve muoversi, l’utente, semplicemente, se ne va da un’altra parte.

È importante anche per gli altri siti, però.

Certo, ci sono siti che non hanno competitor, dato che l’utente deve visitarli per forza per fare qualcosa, come ad esempio quelli della pubblica amministrazione, che infatti se ne fregano e sono pessimi a livello di usabilità (ovviamente non tutti).
In questi casi bisogna rendersi conto che non agevolare l’usabilità del sito stanca l’utente e di certo questa non è una cosa positiva.

Se un sito è più facile da usare, l’utente è più contento.

Ti è mai capitato di entrare in un sito internet e non capire assolutamente nulla di come si usasse e sentirti spaesato? Sappi che in questo caso la colpa non è tua (utente) ma di chi progetta e gestisce quel sito web e ne ignora l’usabilità.
Per questo possiamo affermare che l’usabilità non solo è importante ma è fondamentale, specialmente per un sito con dei competitor.
Che si tratti di blog, siti aziendali, e-commerce o altri siti che offrono un servizio o un prodotto, devono fare in modo di rendere l’esperienza dell’utente più intuitiva possibile.
Questo è fondamente per spingere l’utente ad acquistare i vostri prodotti, iscriversi ai vostri programmi ma, soprattutto per evitare di far entrare in confusione l’utente che si ritroverà a cliccare in continuazione il tasto indietro e cercare la risposta che voleva in un altro sito più veloce ed efficiente.
Se un sito non ha rispetto per l’usabilità, non ha funzioni chiare o non riesce a far capire all’utente come deve muoversi, l’utente, semplicemente, se ne va da un’altra parte.

Cose che fanno diminuire la fiducia.

Prendiamo come esempio il sito Amazon. Non ha di certo un sito con una grafica spettacolare ma di certo l’usabilità di Amazon è perfetta.
Un utente che visita il sito di Amazon, capisce immediatamente come funziona, dove andare per cercare un prodotto, dove trovare le recensioni, come si acquista e come si traccia un pacco. E infatti gli utenti di Amazon sono contenti, comprano e Amazon fattura miliardi.

Se un sito è facile da usare l’utente è più contento e, se l’utente è contento, acquista di più.

Steve Krug, nel suo libro, utilizza in questo ambito l’esempio del “serbatoio di felicità”. Ogni utente che visita un sito, ha in partenza un certo serbatoio di fiducia. In base a quello che c’è o non c’è sul sito quella fiducia aumenta o diminuisce. Vediamo come.

Quando su un sito le informazioni che interessano sono “nascoste”.

Prendiamo ad esempio il sito di un’azienda che offre un prodotto. Chi visita le pagine del sito potrebbe aver bisogno di assistenza con quel prodotto.
Se però il sito dell’azienda non rende facilmente visibili cose come numero di telefono, chat per chiedere aiuto o mail di contatto, la fiducia dell’utente inizia drasticamente a diminuire.
Al contrario quei siti che mettono ben in evidenza in ogni pagina il numero di telefono di assistenza o la live chat su ogni pagina, migliorano in modo incredibile l’ esperienza dell’utente con quel sito.
Un altro esempio è quello dei numerosissimi siti che nascondono le informazioni sui prezzi dei prodotti con la speranza che l’utente clicchi comunque su “acquista” e veda dopo il prezzo reale. Inutile dire che non si tratta di una scelta saggia. L’utente andrà a vedere su qualche altro sito i costi di quel prodotto oppure non lo acquisterà proprio!

Quando l’utente viene “punito” se non fa le cose correttamente.

Un esempio classico in cui ci si imbatte molte volte pagando online: inserire i numeri di carta di credito. Ci sono siti che se inserisci gli spazi ogni 4 numeri ti fanno riscrivere da capo tutto quanto.

Eppure scriverli in questo modo è più comodo e veloce, quindi perché impedire di farlo e far ricominciare da capo se si sbaglia?

Altro esempio è quello in cui, compilando un form di registrazione, sbagli qualcosa e invece di essere corretto immediatamente sei costretto a saperlo dopo aver cliccato su “avanti”. Ovviamente tutti i dati, anche quelli giusti, sono da reinserire da capo.

Il mettere ostacoli lungo il cammino dell’utente.

Banner pubblicitari. Popup per farti iscrivere alla newsletter che impediscono la navigazione. Altri popup a tutto schermo che ti costringono a mettere mi piace su Facebook o non ti lasciano navigare in pace.  Altri Banner pubblicitari.
Tutto ciò può essere dannoso per l’esperienza utente, specialmente da mobile quando si è costretti a chiudere una miriade di popup, avvisi, banner e altro.

Certo, se le statistiche di un sito web dicono che si hanno dei buoni risultati con queste opzioni si può anche pensare di ignorare i fastidi degli utenti (NON FATELO) ma, quantomeno, bisogna fare in modo di rendere il più agevole possibile il superamento di questo ostacolo, ad esempio inserendo delle X belle grosse per chiudere un popup.

Un sito dall’aspetto dilettantistico.

Avere un sito dall’aspetto dilettantistico danneggia fortemente l’usabilità del sito stesso in quanto gli utenti avranno molta meno voglia di restarci e perderanno fiducia. Ovvio, no?

Cose che fanno aumentare la fiducia.

Per fortuna esistono anche una serie di cose che fanno aumentare la fiducia e migliorano l’esperienza dell’utente. Vediamo quali sono.

Rendere facili le cose che gli utenti vogliono fare su un sito.

Solitamente sapere quali sono le cose che le persone vogliono fare su un sito è piuttosto facile: è l’obiettivo per cui il sito è stato creato. Rendere facile andare direttamente a quello che la gente vuole fare dovrebbe essere quindi ovvio, no? Ad esempio il sito di un hotel dovrebbe rendere il più facile possibile la prenotazione delle camere. Oppure un sito che offre mutui dovrebbe offrire un bel pulsante chiaro e immediato con scritto “Richiedi un mutuo”. Si tratta di buon senso.
E si tratta di rendere l’utente contento e fargli aumentare la fiducia nei confronti del sito stesso.

Comunicare velocemente quello che serve.

Riprendendo l’esempio del sito di un hotel, l’utente vorrà sicuramente sapere velocemente quali sono i costi delle camere, la disponibilità dei servizi eccetera.
E ci si aspetta che queste informazioni siano chiare e facilmente accessibili da subito evitando sorprese in seguito.
Se ad esempio, su un e-commerce, i costi di spedizione risultano poi più alti di quanto dichiarato il potenziale acquirente potrebbe perdere fiducia e addirittura rinunciare all’acquisto, prediligendo un sito più trasparente.

Quando ci sono risposte a domande che gli utenti fanno davvero.

In quasi tutti i siti aziendali e di servizi sono presenti le FAQ, Frequent Asked Question, ovvero le risposte alle domande che vengono fatte più spesso. Questa è una cosa positiva.
In realtà spesso si tratta delle classiche finte domande a fini marketing che chi gestisce il sito vorrebbe che la gente facesse.
Le FAQ devono essere reali e sincere includendo anche domande scomode ma che rispondono realmente a quello di cui la persona ha bisogno.

Risparmiare più passaggi possibile agli utenti.

Steve Krug nel libro fa l’esempio della mail di conferma che arriva da parte di Amazon dopo aver acquistato un prodotto. Questa mail include sempre un comodo pulsante che rimanda direttamente alla pagina per tracciare la spedizione del prodotto e sapere esattamente quando arriverà.
Questo fa risparmiare tempo ai clienti e significa usabilità.

Consigli pratici per migliorare l’usabilità di un sito web.

Ora che abbiamo capito quanto sia importante l’usabilità, vediamo qualche consiglio pratico e attuabile velocemente per migliorare un sito. Eccone alcuni.

 

Fai in modo che il sito sia responsive o comunque visitabile da mobile

embra assurdo che nel 2019 esistono ancora siti web non pensati per il mobile, ma in giro se ne trovano tantissimi, quindi è bene inserire anche questo tra i consigli.
Un sito web deve essere visitabile e usabile facilmente da qualsiasi dispositivo.

Ammettiamolo, è più facile a dirsi che a farsi. Progettare un sito web che sia bello e facile da usare anche da mobile è una sfida. Ma è una sfida necessaria visto che la navigazione da smartphone è ormai la più usata.

Crea una gerarchia visiva.

Le cose più importanti devono risultare più importanti anche a livello visivo, come ad esempio porre in evidenza il titolo usando una dimenzione del font maggiore rispetto al resto del testo e i pulsanti delle funzioni principali più grossi dei pulsanti di altre funzioni.
Per creare una buona gerarchia visiva puoi anche pensare di sfruttare differenti font.

Suddividi il tuo sito in aree ben distinte.

Se una parte di un sito e-commerce serve ad acquistare mentre l’altra serve ad illustrare un servizio, è bene che sia evidente la differenza tra le due aree.
Questo aiuta l’utente a decidere velocemente quale strada seguire e che cosa fare.

Non usare dimensioni del carattere troppo piccole.

Usare un carattere troppo piccolo danneggia incredibilmente l’usabilità, specialmente per siti web, come i blog o i siti di notizie, in cui sono presenti testi lunghi.
Usa un buon contrasto nei testi evitando il “web grigino”, un fenomeno piuttosto recente ed incredibilmente fastidioso che consiste nell’utilizzare sfumature di grigio nei testi; testi scritti in grigio scuro su sfondi grigi chiaro.

Un testo con basso contrasto è più difficile da leggere e quindi più fastidioso.

Evidenzia bene quello che è cliccabile.

Quello che è cliccabile deve essere facilmente distinguibile rispetto a quello che non lo è. Che sia tramite un diverso colore o tramite la presenza di pulsanti, deve essere sempre ben chiaro dove le persone devono cliccare. Qui si clicca e Qui no. Deve essere chiaro.

Formatta il testo in modo che sia più facile scorrerlo.

• Utilizza molti titoli per suddividere in aree distinte gli argomenti.
• Suddividi in paragrafi per organizzare meglio i contenuti.
• Sfrutta grassetto e corsivo per sottolineare le informazioni più importanti.
• Usa elenchi puntati e numerati.

Sono consigli base ma di fondamentale importanza che facilitano incredibilmente la lettura. Un’altra cosa importante è che i titoli di un paragrafo devono essere più vicini al paragrafo dopo per sottolineare il legame tra di loro.

Conclusioni.

Alla fin fine, l’usabilità è principalmente buon senso, almeno per le basi. E ci sono moltissime cose che chiunque abbia un sito può applicare in modo immediato inserendo brevi righe di codice.

Vuoi realizzare un sito web che rispecchi tutti i criteri di cui abbiamo parlato e che abbia al primo posto l’usabilità e che tenga il cliente incollato al sito?
Visita la nostra sezione creazione sito web o contattaci per una consulenza gratuita.

Incentivi sulla pubblicità! Ecco come ottenerli.

Incentivi sulla pubblicità! Ecco come ottenerli.

Pubblicità a tutto spiano con gli incentivi del Governo.

Al via gli incentivi sulla pubblicità erogati dal Governo per investimenti su mezzi ADV: nuove forze motrici della comunicazione on line e off-line.

NUOVE AGEVOLAZIONI FISCALI PER IL 2018
Credito d’imposta per la pubblicità su Stampa, Radio e TV, strutturale dal 2018: in questo articolo vedremo i requisiti, ambiti di applicazione e investimenti agevolabili previsti dalla Manovra bis.


 

Premesse

Credito d’imposta del 75% per la pubblicità di aziende e professionisti a mezzo Stampa, Radio e TV, elevato a 90% per micro imprese, PMI e Start up innovative: è una delle novità fiscali previste dalla Manovra Bis, il dl 50/2017 la cui legge di conversione è stata finalmente approvata in via definitiva dal Senato. L’agevolazione, che scatta dal 2018, non riguarda il Web Advertising, nonostante le declinazioni in chiave digitale delle campagne incentivabili.

Il credito d’imposta

Il riferimento normativo è l’articolo 57-bis della manovra correttiva 2017 (Incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e misure di sostegno alle imprese editoriali di nuova costituzione), in base al quale dall’anno prossimo scatta l’agevolazione fiscale (credito d’imposta al 75%, elevato al 90% per microimprese, PMI e startup) per imprese e autonomi:

«effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente».


La spesa agevolabile

Come si vede, l’agevolazione si applica solo se gli investimenti pubblicitari che aumentano rispetto a quelli dell’anno precedente, e solo sulla parte incrementale, con riferimento allo stesso mezzo di informazione. Significa che sono incentivati gli investimenti in pubblicità effettuate, in misure maggiore rispetto all’anno precedente, sullo stesso medium.

E’ comunque previsto un tetto di spesa massima, che viene stabilito annualmente con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

 

Entrata in vigore

Per l’operatività della norma bisogna attendere un Dpcm attuativo, che dovrebbe arrivare entro 120 giorni (quattro mesi), dall’entrata in vigore della legge di conversione appena approvata, e che dovrà stabilire modalità e criteri di attuazione con particolare riguardo a tipologie di investimenti ammessi al beneficio, casi di esclusione, procedure di concessione e di utilizzo del beneficio, documentazione richiesta, controlli, modalità finalizzate ad assicurare il rispetto del limite di spesa.

 

Digitale agevolato?

Sarà quindi questo provvedimento a sciogliere alcuni dei dubbi relativi al testo approvato che, come si vede, fa riferimento alla pubblicità su “stampa quotidiana e periodica e sulle  emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali“.

La ratio della norma è che non sono agevolati gli investimenti pubblicitari su Web o Mobile che non siano su testate giornalistiche, mentre rientra nel credito d’imposta tutta la pubblicità effettuata su TV e Radio. C’è in particolare un dubbio da chiarire legato alle testate online, perché la legge – quando si riferisce alle televisioni e alle radio – specifica che possano essere analogiche o digitali, comprendendo le web tv, mentre riferendosi alla stampa quotidiana e periodica non riporta ulteriori indicazioni.

Altro punto che necessiterà di chiarimenti in sede di decreto attuativo: la spesa incrementale rispetto agli investimenti sullo stesso mezzo riguardano l’intera categoria (TV, Radio…) oppure si distingue tra quotidiano e periodico o, ancora, tra cartacei e telematici? E ancora: come si considerano ad esempio le agenzie di stampa?

Contributi Editoria

In Manovra bis c’è anche un’altra misura di sostegno all’Editoria, che prevede annualmente un bando per assegnare risorse a imprese editrici di nuova costituzione, con l’obiettivo di:

«favorire la realizzazione di progetti innovativi, anche con lo scopo di rimuovere stili di comunicazione sessisti e lesivi dell’identità femminile e idonei a promuovere la più ampia fruibilità di contenuti informativi multimediali e la maggiore diffusione dell’uso delle tecnologie digitali».


 

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E-commerce, il negozio online non è più un’opzione!

E-commerce, il negozio online non è più un’opzione!

Pensi che un sito E-Commerce sia una buona idea? Sbagliato! Adesso è una necessità!

Cos’è questo famigerato “Ecommerce”? Stiamo parlando di un negozio aperto 24 ore, tutto l’anno, festivi compresi.

Spazio illimitato per esporre tutti i prodotti che si vuole.
Mercato vastissimo che oltrepassa frontiere fino ad ieri insuperabili.
Bassi costi di gestione (il che non significa che debba essere abbandonato a se stesso aspettando miracoli).
Forti sinergie con il negozio fisico.

Tutto questo vedi alla voce “ecommerce”, oggi non più una opzione limitata ai big del B2C, ma “la” scelta necessaria per competere al meglio in un mercato fortemente selettivo.
E i numeri sono dalla parte di un fenomeno che sta esplodendo: basti pensare che, in Italia, secondo una ricerca della School of Management del Politecnico di Milano e Netcomm, il valore degli acquisti online ha superato nel 2017 i 23 miliardi di euro, con un incremento del 17% rispetto all’anno precedente. Chiediamoci, cosa ci stiamo perdendo non essendo presenti?  Oppure, sto sfruttando al meglio le potenzialità di questo strumento?

 

Ho bisogno di assistenza particolare?

Questa domanda è più che lecita. La risposta, più che importante! Sia che si voglia salire sulle spalle dei giganti, come ad esempio Amazon o eBay, o che si desideri viaggiare da soli nel mondo delle vendite on line con piattaforme proprietarie o dedicate, l’ecommerce non rappresenta più un’attività da affidare al commesso “smanettone” del proprio negozio o al magazziniere della propria azienda, ma è a pieno titolo la new entry nell’ attività di marketing di ogni società, commerciale, di servizi o di produzione.

E non riguarda solo i settori che per primi si sono tuffati nelle vendite on line, viaggi, hotel e accomodation, immobiliare, moda, auto e food. Oggi l’ecommerce ha coinvolto trasversalmente tutte le attività, comprese quelle dei servizi, perché rappresenta una leva di marketing imprescindibile per svariati motivi.
Ne citiamo solo tre.

  • Innanzitutto, possedere un negozio on line, oltre ad essere una fonte di guadagno aggiuntiva per lancio di nuovi prodotti o smaltimento di scorte di magazzino, è un asset strategico per ogni politica di branding: i prodotti che viaggiano in rete sono i portatori sani del virus della notorietà del marchio più di ogni pubblicità.

 

  • In secondo luogo, attraverso l’ecommerce e le iniziative a esso collegate (social, blog e video in rete), l’azienda è in grado di ottenere informazioni fondamentali dal mercato, dalle abitudini di acquisto al target della clientela, dalle tendenze ai successi/insuccessi delle campagna di comunicazione e pubblicitarie su determinati prodotti.

 

  • Infine, l’ecommerce genera e alimenta quel mercato delle informazioni – oggi denominato info commerce – che è una delle risorse più richieste dal popolo della rete, anche da chi naviga senza acquistare on line, ma solo per essere orientato all’acquisto che avviene successivamente in modalità off line nel cosiddetto “negozio reale”.

 

La vera sfida del 2018 passa “dall’ecommerce sì – ecommerce no”, a “quale” ecommerce per i miei prodotti e, soprattutto, “quali” attività siano necessarie per sostenerlo in maniera efficace con strategie di marketing adeguate. Il team di ADVPRO è specializzato nella progettazione di ecommerce funzionali e performanti. Porta il tuo Business sul web e affacciati ad un nuovo ed infinito mercato attraverso un sito ecommerce!

 


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