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Migliorare l’usabilità di un sito web

Migliorare l’usabilità di un sito web

ll libro “Don’t make me think” di Steve Krug è un vero e proprio classico che dal 2000 (anno della prima edizione) ad oggi ha aiutato centinaia di migliaia di web designer e sviluppatori a capire come migliorare l’usabilità di un sito web, che cosa sia l’usabilità e perché è importante.
Partendo dai temi affrontati da Steve Krug sul come sfruttare l’usabilità, ho scritto questa guida su come si possa migliorare l’usabilità di un sito web.
E quando dico migliorare l’usabilità di un sito bisogna intendere migliorare il sito stesso. Perché l’usabilità è una cosa importante.

L’usabilità è una cosa importante.

Ti è mai capitato di entrare in un sito internet e non capire assolutamente nulla di come si usasse e sentirti spaesato? Sappi che in questo caso la colpa non è tua (utente) ma di chi progetta e gestisce quel sito web e ne ignora l’usabilità.
Per questo possiamo affermare che l’usabilità non solo è importante ma è fondamentale, specialmente per un sito con dei competitor.
Che si tratti di blog, siti aziendali, e-commerce o altri siti che offrono un servizio o un prodotto, devono fare in modo di rendere l’esperienza dell’utente più intuitiva possibile.
Questo è fondamentale per spingere l’utente ad acquistare i vostri prodotti, iscriversi ai vostri programmi ma, soprattutto per evitare di far entrare in confusione l’utente che si ritroverà a cliccare in continuazione il tasto indietro e cercare la risposta che voleva in un altro sito più veloce ed efficiente.
Se un sito non ha rispetto per l’usabilità, non ha funzioni chiare o non riesce a far capire all’utente come deve muoversi, l’utente, semplicemente, se ne va da un’altra parte.

È importante anche per gli altri siti, però.

Certo, ci sono siti che non hanno competitor, dato che l’utente deve visitarli per forza per fare qualcosa, come ad esempio quelli della pubblica amministrazione, che infatti se ne fregano e sono pessimi a livello di usabilità (ovviamente non tutti).
In questi casi bisogna rendersi conto che non agevolare l’usabilità del sito stanca l’utente e di certo questa non è una cosa positiva.

Se un sito è più facile da usare, l’utente è più contento.

Ti è mai capitato di entrare in un sito internet e non capire assolutamente nulla di come si usasse e sentirti spaesato? Sappi che in questo caso la colpa non è tua (utente) ma di chi progetta e gestisce quel sito web e ne ignora l’usabilità.
Per questo possiamo affermare che l’usabilità non solo è importante ma è fondamentale, specialmente per un sito con dei competitor.
Che si tratti di blog, siti aziendali, e-commerce o altri siti che offrono un servizio o un prodotto, devono fare in modo di rendere l’esperienza dell’utente più intuitiva possibile.
Questo è fondamente per spingere l’utente ad acquistare i vostri prodotti, iscriversi ai vostri programmi ma, soprattutto per evitare di far entrare in confusione l’utente che si ritroverà a cliccare in continuazione il tasto indietro e cercare la risposta che voleva in un altro sito più veloce ed efficiente.
Se un sito non ha rispetto per l’usabilità, non ha funzioni chiare o non riesce a far capire all’utente come deve muoversi, l’utente, semplicemente, se ne va da un’altra parte.

Cose che fanno diminuire la fiducia.

Prendiamo come esempio il sito Amazon. Non ha di certo un sito con una grafica spettacolare ma di certo l’usabilità di Amazon è perfetta.
Un utente che visita il sito di Amazon, capisce immediatamente come funziona, dove andare per cercare un prodotto, dove trovare le recensioni, come si acquista e come si traccia un pacco. E infatti gli utenti di Amazon sono contenti, comprano e Amazon fattura miliardi.

Se un sito è facile da usare l’utente è più contento e, se l’utente è contento, acquista di più.

Steve Krug, nel suo libro, utilizza in questo ambito l’esempio del “serbatoio di felicità”. Ogni utente che visita un sito, ha in partenza un certo serbatoio di fiducia. In base a quello che c’è o non c’è sul sito quella fiducia aumenta o diminuisce. Vediamo come. 

Quando su un sito le informazioni che interessano sono “nascoste”.

Prendiamo ad esempio il sito di un’azienda che offre un prodotto. Chi visita le pagine del sito potrebbe aver bisogno di assistenza con quel prodotto.
Se però il sito dell’azienda non rende facilmente visibili cose come numero di telefono, chat per chiedere aiuto o mail di contatto, la fiducia dell’utente inizia drasticamente a diminuire.
Al contrario quei siti che mettono ben in evidenza in ogni pagina il numero di telefono di assistenza o la live chat su ogni pagina, migliorano in modo incredibile l’ esperienza dell’utente con quel sito.
Un altro esempio è quello dei numerosissimi siti che nascondono le informazioni sui prezzi dei prodotti con la speranza che l’utente clicchi comunque su “acquista” e veda dopo il prezzo reale. Inutile dire che non si tratta di una scelta saggia. L’utente andrà a vedere su qualche altro sito i costi di quel prodotto oppure non lo acquisterà proprio!

Quando l’utente viene “punito” se non fa le cose correttamente.

Un esempio classico in cui ci si imbatte molte volte pagando online: inserire i numeri di carta di credito. Ci sono siti che se inserisci gli spazi ogni 4 numeri ti fanno riscrivere da capo tutto quanto.

Eppure scriverli in questo modo è più comodo e veloce, quindi perché impedire di farlo e far ricominciare da capo se si sbaglia?

Altro esempio è quello in cui, compilando un form di registrazione, sbagli qualcosa e invece di essere corretto immediatamente sei costretto a saperlo dopo aver cliccato su “avanti”. Ovviamente tutti i dati, anche quelli giusti, sono da reinserire da capo.

Il mettere ostacoli lungo il cammino dell’utente.

Banner pubblicitari. Popup per farti iscrivere alla newsletter che impediscono la navigazione. Altri popup a tutto schermo che ti costringono a mettere mi piace su Facebook o non ti lasciano navigare in pace.  Altri Banner pubblicitari.
Tutto ciò può essere dannoso per l’esperienza utente, specialmente da mobile quando si è costretti a chiudere una miriade di popup, avvisi, banner e altro.

Certo, se le statistiche di un sito web dicono che si hanno dei buoni risultati con queste opzioni si può anche pensare di ignorare i fastidi degli utenti (NON FATELO) ma, quantomeno, bisogna fare in modo di rendere il più agevole possibile il superamento di questo ostacolo, ad esempio inserendo delle X belle grosse per chiudere un popup.

Un sito dall’aspetto dilettantistico.

Avere un sito dall’aspetto dilettantistico danneggia fortemente l’usabilità del sito stesso in quanto gli utenti avranno molta meno voglia di restarci e perderanno fiducia. Ovvio, no?

Cose che fanno aumentare la fiducia.

Per fortuna esistono anche una serie di cose che fanno aumentare la fiducia e migliorano l’esperienza dell’utente. Vediamo quali sono.

Rendere facili le cose che gli utenti vogliono fare su un sito.

Solitamente sapere quali sono le cose che le persone vogliono fare su un sito è piuttosto facile: è l’obiettivo per cui il sito è stato creato. Rendere facile andare direttamente a quello che la gente vuole fare dovrebbe essere quindi ovvio, no? Ad esempio il sito di un hotel dovrebbe rendere il più facile possibile la prenotazione delle camere. Oppure un sito che offre mutui dovrebbe offrire un bel pulsante chiaro e immediato con scritto “Richiedi un mutuo”. Si tratta di buon senso.
E si tratta di rendere l’utente contento e fargli aumentare la fiducia nei confronti del sito stesso.

Comunicare velocemente quello che serve.

Riprendendo l’esempio del sito di un hotel, l’utente vorrà sicuramente sapere velocemente quali sono i costi delle camere, la disponibilità dei servizi eccetera.
E ci si aspetta che queste informazioni siano chiare e facilmente accessibili da subito evitando sorprese in seguito.
Se ad esempio, su un e-commerce, i costi di spedizione risultano poi più alti di quanto dichiarato il potenziale acquirente potrebbe perdere fiducia e addirittura rinunciare all’acquisto, prediligendo un sito più trasparente.

Quando ci sono risposte a domande che gli utenti fanno davvero.

In quasi tutti i siti aziendali e di servizi sono presenti le FAQ, Frequent Asked Question, ovvero le risposte alle domande che vengono fatte più spesso. Questa è una cosa positiva.
In realtà spesso si tratta delle classiche finte domande a fini marketing che chi gestisce il sito vorrebbe che la gente facesse.
Le FAQ devono essere reali e sincere includendo anche domande scomode ma che rispondono realmente a quello di cui la persona ha bisogno.

Risparmiare più passaggi possibile agli utenti.

Steve Krug nel libro fa l’esempio della mail di conferma che arriva da parte di Amazon dopo aver acquistato un prodotto. Questa mail include sempre un comodo pulsante che rimanda direttamente alla pagina per tracciare la spedizione del prodotto e sapere esattamente quando arriverà.
Questo fa risparmiare tempo ai clienti e significa usabilità.

Consigli pratici per migliorare l’usabilità di un sito web.

Ora che abbiamo capito quanto sia importante l’usabilità, vediamo qualche consiglio pratico e attuabile velocemente per migliorare un sito. Eccone alcuni.

 

Fai in modo che il sito sia responsive o comunque visitabile da mobile

embra assurdo che nel 2019 esistono ancora siti web non pensati per il mobile, ma in giro se ne trovano tantissimi, quindi è bene inserire anche questo tra i consigli.
Un sito web deve essere visitabile e usabile facilmente da qualsiasi dispositivo.

Ammettiamolo, è più facile a dirsi che a farsi. Progettare un sito web che sia bello e facile da usare anche da mobile è una sfida. Ma è una sfida necessaria visto che la navigazione da smartphone è ormai la più usata.

Crea una gerarchia visiva.

Le cose più importanti devono risultare più importanti anche a livello visivo, come ad esempio porre in evidenza il titolo usando una dimenzione del font maggiore rispetto al resto del testo e i pulsanti delle funzioni principali più grossi dei pulsanti di altre funzioni.
Per creare una buona gerarchia visiva puoi anche pensare di sfruttare differenti font.

Suddividi il tuo sito in aree ben distinte.

Se una parte di un sito e-commerce serve ad acquistare mentre l’altra serve ad illustrare un servizio, è bene che sia evidente la differenza tra le due aree.
Questo aiuta l’utente a decidere velocemente quale strada seguire e che cosa fare.

Non usare dimensioni del carattere troppo piccole.

Usare un carattere troppo piccolo danneggia incredibilmente l’usabilità, specialmente per siti web, come i blog o i siti di notizie, in cui sono presenti testi lunghi.
Usa un buon contrasto nei testi evitando il “web grigino”, un fenomeno piuttosto recente ed incredibilmente fastidioso che consiste nell’utilizzare sfumature di grigio nei testi; testi scritti in grigio scuro su sfondi grigi chiaro.

Un testo con basso contrasto è più difficile da leggere e quindi più fastidioso.

Evidenzia bene quello che è cliccabile.

Quello che è cliccabile deve essere facilmente distinguibile rispetto a quello che non lo è. Che sia tramite un diverso colore o tramite la presenza di pulsanti, deve essere sempre ben chiaro dove le persone devono cliccare. Qui si clicca e Qui no. Deve essere chiaro.

Formatta il testo in modo che sia più facile scorrerlo.

• Utilizza molti titoli per suddividere in aree distinte gli argomenti.
• Suddividi in paragrafi per organizzare meglio i contenuti.
• Sfrutta grassetto e corsivo per sottolineare le informazioni più importanti.
• Usa elenchi puntati e numerati.

Sono consigli base ma di fondamentale importanza che facilitano incredibilmente la lettura. Un’altra cosa importante è che i titoli di un paragrafo devono essere più vicini al paragrafo dopo per sottolineare il legame tra di loro.

Conclusioni.

Alla fin fine, l’usabilità è principalmente buon senso, almeno per le basi. E ci sono moltissime cose che chiunque abbia un sito può applicare in modo immediato inserendo brevi righe di codice.

Vuoi realizzare un sito web che rispecchi tutti i criteri di cui abbiamo parlato e che abbia al primo posto l’usabilità e che tenga il cliente incollato al sito?
Visita la nostra sezione creazione sito web o contattaci per una consulenza gratuita.

Incentivi sulla pubblicità! Ecco come ottenerli.

Incentivi sulla pubblicità! Ecco come ottenerli.

Pubblicità a tutto spiano con gli incentivi del Governo.

Al via gli incentivi sulla pubblicità erogati dal Governo per investimenti su mezzi ADV: nuove forze motrici della comunicazione on line e off-line.

NUOVE AGEVOLAZIONI FISCALI PER IL 2018
Credito d’imposta per la pubblicità su Stampa, Radio e TV, strutturale dal 2018: in questo articolo vedremo i requisiti, ambiti di applicazione e investimenti agevolabili previsti dalla Manovra bis.


 

Premesse

Credito d’imposta del 75% per la pubblicità di aziende e professionisti a mezzo Stampa, Radio e TV, elevato a 90% per micro imprese, PMI e Start up innovative: è una delle novità fiscali previste dalla Manovra Bis, il dl 50/2017 la cui legge di conversione è stata finalmente approvata in via definitiva dal Senato. L’agevolazione, che scatta dal 2018, non riguarda il Web Advertising, nonostante le declinazioni in chiave digitale delle campagne incentivabili.

Il credito d’imposta

Il riferimento normativo è l’articolo 57-bis della manovra correttiva 2017 (Incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e misure di sostegno alle imprese editoriali di nuova costituzione), in base al quale dall’anno prossimo scatta l’agevolazione fiscale (credito d’imposta al 75%, elevato al 90% per microimprese, PMI e startup) per imprese e autonomi:

«effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente».


La spesa agevolabile

Come si vede, l’agevolazione si applica solo se gli investimenti pubblicitari che aumentano rispetto a quelli dell’anno precedente, e solo sulla parte incrementale, con riferimento allo stesso mezzo di informazione. Significa che sono incentivati gli investimenti in pubblicità effettuate, in misure maggiore rispetto all’anno precedente, sullo stesso medium.

E’ comunque previsto un tetto di spesa massima, che viene stabilito annualmente con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

 

Entrata in vigore

Per l’operatività della norma bisogna attendere un Dpcm attuativo, che dovrebbe arrivare entro 120 giorni (quattro mesi), dall’entrata in vigore della legge di conversione appena approvata, e che dovrà stabilire modalità e criteri di attuazione con particolare riguardo a tipologie di investimenti ammessi al beneficio, casi di esclusione, procedure di concessione e di utilizzo del beneficio, documentazione richiesta, controlli, modalità finalizzate ad assicurare il rispetto del limite di spesa.

 

Digitale agevolato?

Sarà quindi questo provvedimento a sciogliere alcuni dei dubbi relativi al testo approvato che, come si vede, fa riferimento alla pubblicità su “stampa quotidiana e periodica e sulle  emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali“.

La ratio della norma è che non sono agevolati gli investimenti pubblicitari su Web o Mobile che non siano su testate giornalistiche, mentre rientra nel credito d’imposta tutta la pubblicità effettuata su TV e Radio. C’è in particolare un dubbio da chiarire legato alle testate online, perché la legge – quando si riferisce alle televisioni e alle radio – specifica che possano essere analogiche o digitali, comprendendo le web tv, mentre riferendosi alla stampa quotidiana e periodica non riporta ulteriori indicazioni.

Altro punto che necessiterà di chiarimenti in sede di decreto attuativo: la spesa incrementale rispetto agli investimenti sullo stesso mezzo riguardano l’intera categoria (TV, Radio…) oppure si distingue tra quotidiano e periodico o, ancora, tra cartacei e telematici? E ancora: come si considerano ad esempio le agenzie di stampa?

Contributi Editoria

In Manovra bis c’è anche un’altra misura di sostegno all’Editoria, che prevede annualmente un bando per assegnare risorse a imprese editrici di nuova costituzione, con l’obiettivo di:

«favorire la realizzazione di progetti innovativi, anche con lo scopo di rimuovere stili di comunicazione sessisti e lesivi dell’identità femminile e idonei a promuovere la più ampia fruibilità di contenuti informativi multimediali e la maggiore diffusione dell’uso delle tecnologie digitali».


 

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E-commerce, il negozio online non è più un’opzione!

E-commerce, il negozio online non è più un’opzione!

Pensi che un sito E-Commerce sia una buona idea? Sbagliato! Adesso è una necessità!

Cos’è questo famigerato “Ecommerce”? Stiamo parlando di un negozio aperto 24 ore, tutto l’anno, festivi compresi.

Spazio illimitato per esporre tutti i prodotti che si vuole.
Mercato vastissimo che oltrepassa frontiere fino ad ieri insuperabili.
Bassi costi di gestione (il che non significa che debba essere abbandonato a se stesso aspettando miracoli).
Forti sinergie con il negozio fisico.

Tutto questo vedi alla voce “ecommerce”, oggi non più una opzione limitata ai big del B2C, ma “la” scelta necessaria per competere al meglio in un mercato fortemente selettivo.
E i numeri sono dalla parte di un fenomeno che sta esplodendo: basti pensare che, in Italia, secondo una ricerca della School of Management del Politecnico di Milano e Netcomm, il valore degli acquisti online ha superato nel 2017 i 23 miliardi di euro, con un incremento del 17% rispetto all’anno precedente. Chiediamoci, cosa ci stiamo perdendo non essendo presenti?  Oppure, sto sfruttando al meglio le potenzialità di questo strumento?

 

Ho bisogno di assistenza particolare?

Questa domanda è più che lecita. La risposta, più che importante! Sia che si voglia salire sulle spalle dei giganti, come ad esempio Amazon o eBay, o che si desideri viaggiare da soli nel mondo delle vendite on line con piattaforme proprietarie o dedicate, l’ecommerce non rappresenta più un’attività da affidare al commesso “smanettone” del proprio negozio o al magazziniere della propria azienda, ma è a pieno titolo la new entry nell’ attività di marketing di ogni società, commerciale, di servizi o di produzione.

E non riguarda solo i settori che per primi si sono tuffati nelle vendite on line, viaggi, hotel e accomodation, immobiliare, moda, auto e food. Oggi l’ecommerce ha coinvolto trasversalmente tutte le attività, comprese quelle dei servizi, perché rappresenta una leva di marketing imprescindibile per svariati motivi.
Ne citiamo solo tre.

  • Innanzitutto, possedere un negozio on line, oltre ad essere una fonte di guadagno aggiuntiva per lancio di nuovi prodotti o smaltimento di scorte di magazzino, è un asset strategico per ogni politica di branding: i prodotti che viaggiano in rete sono i portatori sani del virus della notorietà del marchio più di ogni pubblicità.

 

  • In secondo luogo, attraverso l’ecommerce e le iniziative a esso collegate (social, blog e video in rete), l’azienda è in grado di ottenere informazioni fondamentali dal mercato, dalle abitudini di acquisto al target della clientela, dalle tendenze ai successi/insuccessi delle campagna di comunicazione e pubblicitarie su determinati prodotti.

 

  • Infine, l’ecommerce genera e alimenta quel mercato delle informazioni – oggi denominato info commerce – che è una delle risorse più richieste dal popolo della rete, anche da chi naviga senza acquistare on line, ma solo per essere orientato all’acquisto che avviene successivamente in modalità off line nel cosiddetto “negozio reale”.

 

La vera sfida del 2018 passa “dall’ecommerce sì – ecommerce no”, a “quale” ecommerce per i miei prodotti e, soprattutto, “quali” attività siano necessarie per sostenerlo in maniera efficace con strategie di marketing adeguate. Il team di ADVPRO è specializzato nella progettazioni di ecommerce funzionali e performanti. Porta il tuo Business sul web e affacciati ad un nuovo ed infinito mercato attraverso un sito ecommerce!

 


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Palermo 2018 – Capitale della Cultura

Palermo 2018 – Capitale della Cultura

Ogni tanto un lieto evento per Palermo! Come ci siamo arrivati?

 

Alla fine il ricoscimento più atteso è andato a Palermo. Il capoluogo siciliano è stato scelto come capitale italiana della cultura per il 2018  da una giuria presieduta da Stefano Baia Curioni. L’annuncio è stato dato oggi dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Le altre finaliste erano Alghero, Aquileia, Comacchio, Ercolano, Montebelluna, Recanati, Settimo torinese, Trento ed Erice.

 

LE MOTIVAZIONI PER PALERMO 2018
Le città in corsa per il titolo di Capitale italiana della cultura, oltre a Palermo, erano nove: Alghero, Aquileia, Comacchio, Ercolano, Montebelluna, Recanati, Settimo Torinese, Trento, Unione dei Comuni Elimo Ericini.

Palermo è stata premiata per la qualità informativa del dossier presentato al Ministero, per la significatività del progetto e per la sostenibilità del progetto stesso. Come ha detto Baia Curioni durante la presentazione, il riconoscimento di Capitale italiana della cultura è un riconoscimento alla capacità di progetto, non alla città più bella o ricca di storia.


 

Il Dossier di Palermo 2018

IL DOSSIER DI PALERMO 2018

Su che cosa ha puntato Palermo per diventare Capitale italiana della cultura 2018? In primis sulla sua posizione strategica e sulla lunga storia, che ne fa da secoli una delle capitali del Mediterraneo: Palermo è da sempre una città mosaico, espressione delle diverse culture europee che dialogano con il mondo arabo, “luogo di interfacce culturali”, come recita il dossier di candidatura che si può scaricare in fondo alla pagina.

C’è un fiore all’occhiello, che è stato il punto di partenza della candidatura: Palermo ospiterà nel 2018 MANIFESTA12, una fra le principale biennali di arte contemporanea su scala mondiale. “Nel 2018” ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando “la nostra città sarà di fatto una capitale dell’arte contemporanea e la possibilità di abbinare le attività con quelle di Capitale italiana della Cultura rappresenta una grande opportunità non solo per Palermo ma per tutto il nostro Paese. La Capitale italiana potrà diventare un palcoscenico facendo di quello che sarebbe un evento nazionale, un grande evento internazionale. La visibilità internazionale data da Manifesta sarà uno straordinario strumento per venire incontro alla volontà del Governo di diffondere il valore della cultura come volano per la coesione sociale, l’integrazione e lo sviluppo”.

Si tratta, secondo lo stesso sindaco, di un riconoscimento che rafforza molte iniziative già programmate nel capoluogo siciliano e finanziate con interventi quali il Patto per Palermo e il Pon Metro. All’interno di quest’ultimo – è il programma operativo dedicato alle “nuove” Città Metropolitane – il dossier di Palermo 2018 prevede per esempio la realizzazione di una piattaforma telematica “cultura e tempo libero”, con l’obiettivo di realizzare un portale del territorio che comprenda patrimonio artistico, naturalistico, tradizioni, prodotti eno-gastronomici, strutture ricettive e di ristoro, eventi; di mettere a sistema risorse culturali riguardanti orari e modalità di accesso a teatri, monumenti, strutture sportive, biblioteche; di condividere l’accesso al patrimonio librario dell’intera area metropolitana attraverso la realizzazione di un portale unico di prenotazione e di consultazione; di realizzare un sistema di prenotazione dei servizi turistici, in grado non solo di proporre soluzioni tradizionali (trasporto, vitto, alloggio e itinerario) ma anche di valorizzare i prodotti del territorio diventando un vero e proprio portale di marketing territoriale. Un bel passo in avanti per Palermo, che si metterebbe “in pari” con tante altre città europee.
Nel dossier di Palermo 2018 (da scaricare in fondo alla pagina) è prevista anche la riorganizzazione funzionale degli spazi culturali secondo il criterio dei “Poli”: sono già stati individuati quattro poli tematici, il Polo Teatrale cittadino (che comprende fra gli altri il Montevergini, il Garibaldi, la Sala De Seta, lo Spasimo), il Polo Espositivo (GAM, Palazzo Ziino, ZAC, Ecomuseo del Mare), il Polo Archivistico-Bibliotecario (Biblioteca Comunale, Archivio Storico) e il Polo Etno-Antropologico (Museo Pitrè, Palazzo Tarallo), con un progetto che si basa su una forte collaborazione fra pubblico e privato, sul rafforzamento della sinergia con l’associazionismo culturale della città e sulla collaborazione tra istituzioni (Comune, Accademia, Conservatorio).
Tra i tanti luoghi deputati a ospitare eventi e attività di Palermo 2018, i Cantieri culturali della Zisa, il Teatro Massimo, Palazzo Sant’Elia, il Loggiato San Bartolomeo, il Complesso dello Spasimo, Palazzo Branciforte, il Complesso di Sant’Anna alla Misericordia, il Museo civico di Castelbuono.

L’iniziativa

La Capitale italiana della cultura è una novità introdotta con il Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83, contenente nuove misure in materia di tutela del patrimonio culturale, sviluppo della cultura e rilancio del turismo (convertito in legge e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 30 luglio 2014). In particolare, il provvedimento conteneva le misure ArtBonus, atte a favorire il mecenatismo culturale attraverso un credito di imposta al 65% per gli anni 2014 e 2015 e al 50% per il 2016.

Nel 2015 il titolo è andato a cinque città (Lecce, Siena, Cagliari, Perugia-Assisi e Ravenna), che erano le “sconfitte” al titolo di Capitale europea della cultura 2019, andato a Matera. Per la Capitale italiana della cultura 2016 è stata invece scelta Mantova, mentre per il 2017 Pistoia. 
La prescelta di oggi è dunque la terza ad avere il ruolo di capitale da sola per un anno intero e a ottenere un milione di euro dal Ministero dei Beni Culturali per la realizzazione del suo progetto.


 

SCARICA IL PROGRAMMA IN FORMATO PDF

VISITA IL SITO DEDICATO: www.palermo2018.it

Ci auguriamo che questo evento sia un imput per far crescere le imprese dei Palermitani, specialmente nel settore dell’artigianato e del food, con i nostri prodotti tipici e le nostre eccellenze, non mancano le possibilità di avere un forte impatto su coloro che vogliono incrementare il proprio business. E tu, sarai pronto per trarre il massimo beneficio da questo evento?

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Comunicazione Aziendale: Network Marketing

Comunicazione Aziendale: Network Marketing

 

Comunicazione aziendale: Usarla efficacemente per avere successo.

Il Network marketing è un business che coinvolge principalmente le persone e per avere successo in questo business devi essere capace a comunicare con efficacia.

 

 

La comunicazione aziendale è sempre un’arte in fase di cambiamento. Ci sono poche persone capaci di comunicare efficacemente senza studiare, poichè in modo conscio o incoscio lanciamo dei messaggi che il nostro interlocutore interpreterà. La maggior parte di noi deve lavorare per sviluppare la capacità di gestire bene la propria comunicazione.

 

Cos’è che rende un comunicatore efficace?

I migliori comunicatori capiscono che le persone sono incredibilmente egocentriche. Questa è una caratteristica dell’essere umano. Pensaci, quando ti viene mostrata una foto in cui ci sei anche tu, qual’è la prima persona che cerchi sempre? TE!

Non importa quanto vogliamo essere altruisti. Essere egocentrici e una parte di noi. Per essere un ottimo comunicatore dobbiamo avere sempre presente nella nostra mente questa caratteristica umana e sfruttarla a nostro vantaggio e ci renderemo conto che le persone reagiscono molto di più quando si parla di loro.

L’essere umano pensa 6 volte più velocemente di quanto legge, parla o ascolta e quindi mentre tu parli al tuo ascoltatore rimane molto tempo libero per pensare ad altro. Ti sei mai trovato a parlare con una persona e ritrovarti con la mente altrove oppure ti ricordi quando l’insegnante spiegava qualcosa a scuola e tu pensavi completamente a qualcos’altro?

 

 

Se non si parla di cose che coinvolgono anche noi in un qualche modo la nostra attenzione va subito altrove.

Ognuno di noi è diverso. Ognuno di noi ha una propria personalità e delle proprie credenze. Ognuno di noi ha percezioni diverse. Un ottimo comunicatore capisce questo e capisce che ognuno di noi filtra i messaggi che ci arrivano attraverso le nostre credenze e i nostri pregiudizi, credenze e pregiudizi che si sono formate in tutta la nostra vita. Per quello devi sempre capire chi hai di fronte, perché se non capisci non saprai adattarti alla persona che hai davanti e il primo passo per una comunicazione efficace è ASCOLTARE.

 

L’immagine

Una gran parte della comunicazione è visuale. Quando ci piace quello che vediamo anche il messaggio trasmesso dal nostro interlocutore tende a piacerci. Sappi che il tuo ascoltatore decide quanto è interessata a ciò che hai da dire ancora prima che tu apra bocca.

 

 

Se una persona “non troppo curata”, vestita miseramente venisse da te e ti proponesse un business per diventare ricco, quanto sarebbe credibile il suo messaggio?

Quindi puoi capire da solo quanto sia importante l’immagine. L’immagine è la prima cosa. Devi dare l’impressione di avere successo. Le persone vogliono avere a che fare con gente che ha successo non con i perdenti. Per cui ti consiglio di curare questo aspetto del business, e se non hai tanti soldi, compra meno vestiti ma comprali di qualità.

 

 

Se vendi prodotti per perdere peso, DEVI essere in forma e se non sei al massimo ti serve una buona storia da raccontare e se possibile delle foto del prima e dopo per far vedere che stai facendo progressi.

L’immagine non riguarda soltanto te, come persone ma anche i beni che ti circondano. Se arrivi con una macchina che è in un pessimo stato o se il materiale informativo che mostri è tutto sporco e pieno di olio le persone non reagiranno troppo positivamente al tuo messaggio. L’immagine è davvero molto importante.

 

La Voce

Come l’immagine anche il suono ha un forte impatto sul nostro ascoltatore. La voce di solitamente trasmette che tipo di persona siamo, se siamo sicuri di noi e sinceri o se al contrario siamo insicuri e insinceri.

Cosa devi fare, quindi?

Devi parlare ad alta voce, lentamente e facendo pause. Le persone insicure di solito parlano a bassa voce e se non lo fanno parlano molto velocemente avendo paura che l’ascoltatore non sia interessato a ciò che dicono, ma più aumentano la velocità, più velocemente l’ascoltatore perde interesse in ciò che hanno da dire.

Per cui RILASSATI SEMPRE e parla come se parlassi con un tuo carissimo amico.

Si dice che “Gli occhi sono lo specchio dell’anima!

Questo è vero. Quando parli con qualcuno guardalo negli occhi. Questo dimostra sicurezza di sé. Inoltre ti permette di capire quando la persona che hai di fronte perde interesse in ciò che stai dicendo, momento essenziale per cambiare il ritmo con cui parli, per cambiare argomento raccontando una storiella o facendo una domanda per riottenere l’attenzione dell’interlocutore.

Ci va molto poco di ottenere un NO e questo non è ciò che vogliamo. Un ottimo comunicatore sa tener conto delle preoccupazioni del persona e non ignora assolutamente la sua prospettiva e le sue percezioni in merito ad un determinato argomento. Ascolta attentamente la persona che hai di fronte e sii cosciente che nessuno compra qualcosa o diventa partner per le tue ragioni. Ognuno ha le sue. Ascoltalo e scoprile insieme a lui. Se lo farai, aumenterai moltissimo le tue probabilità di successo.

Non è difficile, basta che sposti l’attenzione sul tuo cliente o potenziale partner e lo ascolti.

 

La comunicazione è una capacità essenziale in qualsiasi business di persone. Non raggiungerai nessuna vetta senza diventare un comunicatore efficace, per cui ti consiglio di occuparti di questa parte del tuo business.


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