Recensione Giampiero Teresi

Recensione Giampiero Teresi

Vuoi aprire Partita IVA? Recensione dei Servizi di Giampiero Teresi

RECENSIONE REGIME-FORFETTARIO.IT DI GIAMPIERO TERESI – APERTURA DELLA PARTITA IVA E GESTIONE DELLA CONTABILITà TOTALMENTE ONLINE.

La prima apertura della Partita IVA è un passo che segna la crescita di ogni professionista o imprenditore, cosi è stato per ADVPRO, che si è affidata ai servizi di Giampiero Teresi, per cui abbiamo deciso di raccontarvi la nostra esperienza, in tutta schiettezza e sincerità, per aiutarvi ad affidarvi ad un professionista competente e disponibile, quale crediamo che sia lo stesso Giampiero Teresi.

Una Panoramica sul Regime Forfettario

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato introdotto nel 2015 che, dal 2016, sostituisce il vecchio regime dei minimi. A partire da quell’anno, dunque, esso è uno dei tre regimi fiscali adottabili in Italia (gli altri due sono il regime ordinario e il regime semplificato).

Per una serie di fattori, il regime forfettario rappresenta la soluzione più conveniente per chi possiede una Partita IVA; una serie di agevolazioni fiscali e semplificazioni contabili, infatti, lo rendono il regime fiscale più vantaggioso d’Italia nonché uno dei più vantaggiosi d’Europa.

Le principali differenze rispetto agli altri regimi fiscali stanno nella tassazione, nella gestione dell’IVA e della ritenuta d’acconto e negli adempimenti burocratici. Questo inquadramento fiscale è rivolto sia a chi desidera mettersi in proprio e aprire Partita IVA sia a chi già ne possiede una e desidera usufruire di vantaggi fiscali e contabili.

Chi può adottare il Regime Forfettario?

Per lavorare in proprio con Partita IVA a regime forfettario è necessario rispettare alcuni requisiti e vincoli; tuttavia, prima di scoprire quali siano, ci tengo a precisare fin da subito che questa opportunità è riservata esclusivamente alle seguenti categorie che operano come soggetti fiscali individuali:

  • freelance;
  • commercianti;
  • artigiani;
  • liberi professionisti.

Come funziona il servizio di Giampiero Teresi?

Uno dei PRO del servizio offerto da Giampiero, è che non dovrai muovervi fisicamente, ma il suo servizio è online al 100%. Dopo un primo contatto, Giampiero ti fornirà una consulenza gratuita per capire le tue esigenze, e ti consiglierà il regime fiscale più adatto a te, chiarendo qualsiasi dubbio. E poi?

Attraverso il suo sito web, potrai scegliere tra diverse formule di attivazione del suo servizio, che variano il base ai mesi che scegli di pagare in anticipo. Tutti i pacchetti comprendono tutto:

 Apertura della tua Partita IVA

 Gestione della tua Contabilità

 Invio della Dichiarazione dei Redditi

 Assistenza 365 giorni l’anno

 

Possiamo davvero fidarci?

La nostra risposta è si. Qualche nota sull’assistenza 365 giorni l’anno, se provate a chiamare di Domenica, come noi abbiamo fatto (era sorto un dubbio, ma potevamo aspettare), possibilmente sarete invitati a richiamare nel primo giorno lavorativo successivo, stessa cosa nei giorni festivi, ma nel complesso la sua assistenza è completa e soddisfacente. L’unica cosa che dovrete fare, una volta ricevuta la vostra dichiarazione, sarà recarvi alle poste per il pagamento degli F24, che vi saranno mandati già precompilati.

 

Come avviene l’apertura della P.IVA?

​Per tutti i Liberi Professionisti e Freelance l’ apertura della Partita IVA è assolutamente GRATUITA ed è inclusa in tutti gli Abbonamenti offerti da Giampiero.
Per tutti i Commercianti e gli Artigiani la pratica di iscrizione al Registro Imprese comprensiva di bolli, diritti ed eventuale SCIA ha il costo di 320 Euro.

La tua Partita IVA, dopo l’invio della documentazione sarà aperta in 24 ore!

Posso richiedere uno sconto?

In quanto partner di Giampiero Teresi, ed ovviamente in accordo con Giampiero, offriamo a tutti i visitatori del nostro Blog un codice affiliato che garantisce uno sconto di 50€ sui suoi servizi, indipendentemente dal pacchetto che si andrà a scegliere (Trimestrale, Semestrale o Annuale).

Il codice è utilizzabile in fase di pagamento e una volta applicato vi garantirà in automatico lo sconto sul prezzo finale. Tutti i prezzi, inoltre, sono già comprensivi di IVA.

Come posso richiedere il codice promozionale?

​Per richiedere il codice promozionare compila il Form qui sotto e saremo lieti di condividere il codice con te senza alcun costo, certi che avrai un’esperienza positiva proprio come la nostra!

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Cookie Policy e GDPR per il tuo sito Web

Cookie Policy e GDPR per il tuo sito Web

Nuove Linee Guida Cookie Policy | Cosa cambia?

Dal 9 gennaio 2022, i titolari di tutti i siti web dovranno obbligatoriamente conformarsi alle nuove Linee guida sui cookie emanate dal Garante privacy in data 10 giugno 2021.

Il provvedimento emanato indica quali regole applicare alle operazioni di lettura e scrittura all’interno del terminale di un utente, con riferimento all’utilizzo di cookie e di altri strumenti di tracciamento.

Il documento specifica, inoltre, le corrette modalità di acquisizione del consenso on-line degli interessati, ove necessario, alla luce della piena applicazione del Regolamento in materia di protezione dei dati personali (GDPR).

L’acquisizione del consenso da parte del titolare del sito web dovrà garantire che sul dispositivo dell’utente non vengano installati cookie diversi da quelli tecnici (es. di terze parti) né altri mezzi di tracciamento (vedi il fingerprinting).

L’obiettivo primario delle nuove linee guida sui cookie è rafforzare quindi il potere di decisione degli utenti riguardo all’uso dei loro dati personali quando navigano online.

Cookies ed altri strumenti di tracciamento

Cosa sono i cookies? Quando parliamo di cookie facciamo riferimento a stringhe di testo che i siti web visitati dall’utente (o siti web server di terze parti) posizionano e archiviano all’interno del suo dispositivo durante la navigazione, al fine di identificare chi ha già visitato il sito in precedenza (cookie tecnici).

Ciò permette anche di ottenere informazioni più o meno approfondite sull’utente circa le attività svolte da quest’ultimo online (cookie analitici e di profilazione).

Questi strumenti possono essere gestiti attivamente dall’utente (es. rifiuto del consenso, rimozione dei cookie dal dispositivo) e per tale motivo vengono definiti anche “identificatori attivi”.

Al fianco di questi ultimi troviamo gli “identificatori passivi”. In modo simile ai primi, anche questi consentono di effettuare trattamenti analoghi ai cookie – come il fingerprinting – con la differenza che non possono essere gestiti autonomamente dagli utenti se non tramite l’intervento del titolare del sito.

Differenti tipologie di Cookies

A seconda della tipologia di cookies sono contemplate diverse funzioni, tra cui il monitoraggio di sessioni e la memorizzazione di informazioni su specifiche configurazioni riguardanti gli utenti che accedono al server.

Per tale motivo possiamo suddividere i cookie in due macro-categorie: i cookie tecnici e i cookie di profilazione.

Cookie tecnici

I cookie tecnici sono necessari al fine di “effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell’informazione esplicitamente richiesto dal contraente o dall’utente a erogare tale servizio” (art. 122, comma 1 del Codice privacy). Non richiedono l’acquisizione del consenso, ma vanno indicati nell’informativa.

Cookie di profilazione

I cookie di profilazione, invece, sono utilizzati per ricondurre a soggetti determinati, identificati o identificabili, specifiche azioni o schemi comportamentali ricorrenti nell’uso delle funzionalità offerte.

Il raggruppamento dei diversi profili all’interno di cluster omogenei di diversa ampiezza, consente al titolare di fornire servizi sempre più personalizzati, nonché inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall’utente nell’ambito della navigazione in rete (nuove linee guida, par. 4).

Tuttavia, non vanno dimenticati i cosiddetti cookie Analytics (tra cui rientra, per esempio, il famoso Google Analytics). Si tratta di cookie utilizzati al fine di valutare l’efficacia di un servizio della società dell’informazione fornito da un titolare di un sito, per progettare un sito web o contribuire a misurare il “traffico” di un sito web, ovvero il numero di visitatori ripartiti per area geografica, fascia oraria della connessione o altre caratteristiche.

Cosa prevedere l’attuale quadro formativo sulla gestione dei Cookies

Il Garante Privacy, con il provvedimento n. 229 dell’8 maggio 2014, era già intervenuto per fornire indicazioni circa le modalità di acquisizione del consenso dei cookie e di archiviazione degli stessi.

Tuttavia, la piena entrata in vigore del GDPR così come la diffusione delle nuove tecnologie, hanno reso necessaria l’introduzione di alcune modifiche.

Ad oggi, il quadro giuridico di riferimento sull’uso dei cookie e degli altri sistemi di tracciamento è costituito sia dalle disposizioni della direttiva ePrivacy (direttiva 2002/58/CE) – recepita in Italia dal Codice Privacy – sia da quanto presente nel GDPR.

Se da un lato la direttiva e-Privacy all’articolo 122 definisce le modalità di raccolta del consenso per procedere all’archiviazione di informazioni sui dispositivi degli utenti, dall’altro lato il regolamento europeo per la protezione dei dati personali, all’art. 4, punto 11) ne precisa la definizione generale e le caratteristiche, specificando anche le condizioni del consenso con l’art. 7.

Cosa cambia con le nuove linee guida dei cookie?

Tra gli aspetti affrontati nelle nuove linee guida, a trovare rilevanza è il meccanismo di acquisizione del consenso online tramite banner.

Per consentire all’utente di decidere se accettare o meno l’installazione dei cookie, è necessario che il titolare del sito fornisca un’adeguata informativa che consenta all’utente di scegliere in modo libero e consapevole se prestare o meno il proprio consenso.

Unica eccezione viene fatta per quei siti web che utilizzano esclusivamente cookie tecnici. In questo caso non sarà necessario predisporre un banner informativo poiché, come anticipato, l’installazione di questi cookie non necessita di consenso alcuno. Basterà quindi indicare semplicemente nell’home page del sito o all’interno dell’informativa privacy che lo stesso utilizza esclusivamente cookie tecnici.

Cosa fare se sono presenti cookie diversi da quelli tecnici

Il rispetto di tali regole impone pertanto che, laddove un sito utilizzi cookie diversi da quelli tecnici, al momento del primo accesso dell’utente e per impostazione predefinita, nessun cookie o altro strumento diverso da quelli tecnici venga posizionato all’interno del dispositivo dell’utente, né tanto meno che venga utilizzata altra tecnica attiva o passiva di tracciamento.

Se da un lato il titolare può adottare le modalità ritenute più idonee per assicurare il rispetto di questo obbligo, dall’altro è importante anche garantire la libertà di scelta dell’utente.

Per fare questo il Garante ha previsto l’adozione di un meccanismo in base al quale l’utente, accedendo per la prima volta alla home page (o ad altra pagina) del sito web, visualizzi immediatamente un’area o banner (contenente una X selezionabile in alto a destra) le cui dimensioni siano tali da costituire una percettibile discontinuità nella fruizione dei contenuti della pagina web che sta visitando, ma anche tali da evitare il rischio che l’utente possa far ricorso a comandi e dunque compiere scelte indesiderate o inconsapevoli.

L’adeguatezza e la congruità delle dimensioni del banner dovranno essere valutate anche in relazione ai diversi dispositivi di possibile utilizzo da parte dell’interessato.

Quali caratteristiche deve avere il banner

Il banner deve avere queste caratteristiche:
  • L’avvertenza che la chiusura del banner mediante la selezione dell’apposita X in alto a destra comporta il permanere delle impostazioni di default, senza pregiudicare la continuazione della navigazione in assenza di cookie o altri strumenti di tracciamento diversi da quelli tecnici.
  • L’indicazione che il sito utilizza cookie tecnici e, previo consenso dell’utente, cookie di profilazione o altri strumenti di tracciamento indicando le relative finalità (informativa breve).
  • Il link alla privacy policy contenente l’informativa completa, ove vengano fornite in maniera chiara e completa almeno tutte le indicazioni di cui agli artt. 12 e 13 del GDPR.
  • Un comando attraverso il quale sia possibile esprimere il proprio consenso accettando il posizionamento di tutti i cookie o l’impiego di eventuali altri strumenti di tracciamento.
  • Un link ad una ulteriore area dedicata nella quale sia possibile selezionare, in modo analitico, soltanto le funzionalità, i soggetti cosiddetti terze parti (il cui elenco deve essere tenuto costantemente aggiornato, siano essi raggiungibili tramite specifici link ovvero anche per il tramite del link al sito web di un soggetto intermediario che li rappresenti) ed i cookie, anche eventualmente raggruppati per categorie omogenee, al cui utilizzo l’utente scelga di acconsentire.

Per assicurare che gli utenti non siano influenzati da una configurazione dei pulsanti e dei colori che possano indurli a preferire inconsapevolmente un’opzione anziché l’altra, il Garante sottolinea l’esigenza di utilizzare comandi e caratteri di uguali dimensioni, enfasi e colori, che siano ugualmente facili da visionare e utilizzare.

Dopo che l’utente ha espresso le proprie preferenze, il banner non dovrebbe essergli riproposto nei successivi accessi per un periodo di almeno 6 mesi. Questo a meno che non siano cambiate in modo significativo le condizioni del trattamento dei dati, oppure nel caso in cui per il gestore del sito web sia impossibile tenere traccia della scelta dell’utente (ad esempio nel caso in cui quest’ultimo abbia cancellato i cookie).

Acquisizione del consenso all’uso dei cookie

In linea generale e anche ai sensi del considerando 32 del GDPR, il consenso deve essere espresso mediante un atto positivo ed inequivocabile come, ad esempio, potrebbe essere la selezione di un’apposita casella.

Partendo da questo principio, quindi, l’azione dell’utente deve essere attiva, di opt-in e mai di opt-out, e il silenzio così come la preselezione di caselle non può mai essere idonea a configurare una valida prestazione di consenso.

Modalità di raccolta del consenso: scrolling e cookie wall

Le Linee guida, sulla scia del provvedimento dell’EDPB, citano fra le modalità di raccolta del consenso lo scrolling e il cookie wall:
  • Lo scrolling, dichiarato di per sé inadatto alla raccolta di un idoneo consenso, diventa valido nella sola ipotesi in cui venga inserito in un processo più articolato nel quale l’utente sia in grado di generare un evento che risulti documentabile dal server del sito.

 

  • Il cookie wall, tendenzialmente illecito, risulta idoneo alla raccolta del consenso in ipotesi (da valutare caso per caso) nella quale il titolare offra all’interessato la possibilità di accedere ad un contenuto o un servizio equivalenti, senza prestare il consenso all’installazione dei cookie.
Nel primo caso, quindi, pur non rifiutando completamente l’utilizzo dello scrolling come procedura di acquisizione, il Garante ritiene che tale modalità non debba essere la sola, ma debba inserirsi in una delle componenti di un processo più articolato. In modo, dunque, che l’utente possa prendere una scelta inequivocabile e consapevole.

Periodo di adeguamento alle nuove linee guida

Il periodo di adeguamento alle disposizioni delle nuove Linee guida del Garante per la protezione dei dati personali deve avvenire entro il 10 Gennaio 2022, ovvero decorsi i 6 mesi dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avvenuta il 10 Luglio 2021.

Ma cosa succede con i consensi acquisiti prima della pubblicazione delle nuove Linee guida?

Il Garante in merito ha stabilito che i consensi ottenuti prima del 20 luglio 2021 saranno validi a patto che siano conformi alle caratteristiche richieste dal GDPR e che al momento della loro acquisizione, siano stati registrati e siano dunque documentabili.

Data: 6/7/2022
Fonte: PrivacyLab

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Come contattare la chat di assistenza Facebook

Come contattare la chat di assistenza Facebook

Facebook: come contattare l’assistenza via chat?

Hai problemi su Facebook e vuoi parlare con un operatore? La procedura non è semplice e intuitiva, ma un modo per contattare l’assistenza c’è.

Se vi è mai capitato di dover segnalare qualcosa a Facebook o di aver bisogno di supporto, avete provato quella sgradevole sensazione di abbondono totale e di impotenza davanti ai tastini di segnalazione del rinomato social.

Se questo è vero quando si parla di utenti standard, però, è anche vero che esiste il modo di contattare l’assistenza Facebook nel caso si gestisca una pagina che fa uso di ADS, le sponsorizzazioni.

Gli inserzionisti hanno infatti un centro assistenza dedicato nell’area business della piattaforma. Ecco come procedere per avere assistenza in chat da un operatore.

Facebook: Come richiedere assistenza

Una volta effettuato l’accesso al vostro account su business.facebook.com, in alto a destra troverete la scritta Assistenza.
Cliccandoci si aprirà un menu: bisognerà cliccare su Contattaci, che condurrà su una nuova pagina. Qui saranno disponibili diverse risorse per la risoluzione dei problemi più comuni ma, se nulla fosse d’aiuto, scorrendo troverete Ulteriore assistenza.

Potrete decidere se condividere il vostro problema sul forum o contattando Facebook via mail o via chat.

Come parlare in chat con l’assistenza tecnica Facebook

Quali di questi tre metodi scegliere dipende dalle esigenze individuali.
Il forum è sicuramente il meno diretto dei tre e pertanto sconsigliabile, soprattutto se c’è la necessità di operare tempestivamente.

Nel caso in cui decideste di contattare l’assistenza via mail potrete stare più tranquilli, perché la risposta dovrebbe arrivare entro un giorno lavorativo. Verrete infatti richiamati direttamente da un operatore al numero che inserirete in fase di richiesta che vi aiuterà a risolvere il vostro problema.
Un consiglio è quello di essere chiari nella descrizione del problema, in modo che l’operatore sia in grado di aiutarvi in modo rapido.

La chat, che si trova a questo link dove è richiesto di compilare il form, rimane comunque il metodo più rapido per parlare con un operatore. Come per la mail, inizialmente dovrete fornire una serie di informazioni per isolare la domanda che volete porre e fornire una serie di dati, dopo sarete in grado di chattare direttamente con l’assistenza.

Cosa fare se non si dispone di un account pubblicitario?

Se non si rispettano i requisiti business, il servizio diretto non è purtroppo disponibile.
È evidente che per Facebook sarebbe davvero troppo dispendioso fornire una simile assistenza a tutti i suoi utenti, che ora sono più di 2 miliardi.
Potete comunque cercare tra gli argomenti popolari o, nel caso non trovaste ciò che vi serve, scrivere sul forum dedicato (che, almeno, è più attivo della sua controparte business).

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Come vendere su Facebook

Come vendere su Facebook

Vuoi vendere anche tu i tuoi prodotti e servizi su Facebook?

Ecco come muovere i primi passi su questo tipo di business in costante crescita!

 

“L’ho comprato su Facebook” è una frase sempre più diffusa, infatti vendere su Facebook i propri prodotti è una grande occasione. Lo è per aziende piccole, medie o grandi, senza distinzioni.

Vendere su Facebook i propri prodotti non è difficile. Anzi, da quando il social più diffuso e potente al mondo si è aperto a questa possibilità, questa occasione di business è diventata particolarmente facile da sfruttare.

Dall’ottobre 2016, infatti, anche in Italia è attivo Marketplace, una nuova opzione presente nella app per smartphone. Come ha spiegato in una nota Mary Ku, capo del Project Management di Facebook, “più di 450 milioni di persone visitano ogni mese i gruppi di compravendita. Ecco perché si è deciso di creare un luogo dove tutti possono facilmente comprare e vendere oggetti con le persone nella vostra comunità”.

Per accedere, dopo aver aggiornato l’app l’icona di questo nuovo servizio apparirà nella barra delle notifiche (in basso nel caso di iOS, in alto per Android). Basta schiacciare per accedervi.

Per trovare qualche prodotto specifico, basta filtrare la propria ricerca in base alla località, alla categoria o al prezzo. È anche possibile sfogliare il catalogo di ciò che è disponibile nelle varie categorie. Quando si trova qualcosa di interessante, basta toccare l’immagine per vedere maggiori dettagli su venditore e prodotto. È inoltre possibile salvare la ricerca, in modo da tornarci in un momento.

 

Rilasciata prima negli Usa, nel Regno Unito, in Australia e in Nuova Zelanda, Marketplace poche settimane più tardi è sbarcata anche in Italia con la sua “Vetrina”.

 

 

Vendere su Facebook con Marketplace “Vetrina”

Creare una vetrina per vendere i propri prodotti sulla pagina Facebook aziendale è semplice. Una volta cliccato sul pulsante Aggiungi una Vetrina, devi compilare il form con tutti i dati sulla tua attività e il tuo negozio su Facebook è attivo. Una volta creata la Vetrina, ovviamente bisogna aggiungere i prodotti che si vuol vendere. Altra operazione davvero facile perché per farlo basta cliccare su Aggiungi Prodotti e compilare un altro form con foto, informazioni e prezzo.

La Vetrina è uno strumento free perché Facebook non trattiene nessuna percentuale sui tuoi ricavi provenienti dalla vetrina.

Ma questo non significa che vendere su Facebook sia del tutto gratuito. Quando configuri la tua vetrina e scegli l’opzione Acquista su Facebook, dovrai creare un account Stripe o un conto PayPal o effettuare l’accesso a un account esistente se ne hai già uno.

Una volta che avrai contrassegnato un ordine come spedito, Paypal o Stripe depositeranno i pagamenti sul conto corrente che hai aggiunto al tuo account. PayPal e Stripe ti addebitano il 2,9% del prezzo d’acquisto + 30 centesimi per ogni addebito effettuato.

Fino ad ora abbiamo visto gli strumenti che rendono possibile la vendita di prodotti sul social network più diffuso al mondo. Ma riuscirci è un’altra cosa…

Come abbiamo visto più volte in altri articoli, Facebook è una piazza potenzialmente straordinaria per promuovere i propri prodotti e servizi. Lo è sia per il numero eccezionale di iscritti, sia per la possibilità di creare lead raggiungendo le persone e le aziende realmente interessate ai nostri prodotti o servizi. Utilizzare al meglio lo strumento Facebook Ads per farlo è fondamentale.

Già, perché per vendere su Facebook sono indispensabili due fattori che vanno ben al di là dei tool che consentono la vendita dal punto di vista tecnico. E sono:

  • L’individuazione del target giusto
  • La creazione di un rapporto di fiducia con questo target

Una volta raggiunti questi obiettivi, proporre e concludere una vendita sarà più semplice e le possibilità di successo saranno enormemente maggiori.

Se vuoi vendere i tuoi prodotti o servizi, Facebook rappresenta uno strumento importante che puoi utilizzare. Ma ricorda che il processo di vendita è cambiato negli ultimi anni (tanto che oggi è più corretto chiamarlo processo di acquisto) e proporre l’acquisto non è che l’ultimo step di un percorso che prevede, in primis, di:

  • Individuare il proprio target
  • Offrirgli contenuti gratuiti di valore
  • Conoscerne le necessità
  • Offrire una soluzione concreta e immediata alle necessità del tuo pubblico

Prima pensa a conquistare il tuo pubblico su Facebook, poi riuscirai a proporgli con successo una vendita.

Hai bisogno di utilizzare I Social per pubblicizzare la tua azienda o la tua attività? Il Team di ADVPRO ti seguirà passo passo nella progettazione della tua campagna.

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Le differenze tra Google Adwords e Facebook Ads

Le differenze tra Google Adwords e Facebook Ads

Le differenze tra Google Adwords e Facebook Ads

Sempre più clienti ci chiedono: “conviene investire su Google Adwords o Facebook Ads?”

Mai come in questo caso la risposta è: dipende.

Già, dipende, ma da cosa?

 

Google Adwords e Facebook Ads quale scegliere?

Google Adwords o Facebook Ads lavorano su logiche completamente differenti e, per questo, voglio spiegarti perché non devi considerarle come due alternative, in cui una esclude l’altra o una è migliore dell’altra.

Come ogni aspetto dell’attività imprenditoriale, dipende da quello che vuoi fare e da quello che vuoi ottenere.

Il marketing è tutto, fuorché una strada da seguire solo perché l’hanno seguita altri prima di te!

Il marketing è “un vestito su misura”, più ti sta comodo più sarai a tuo agio.

Per capire cosa può essere più utile al tuo business iniziamo con il capire cosa è Google e cosa è Facebook.

 

CHE COS’È GOOGLE?

È un motore di ricerca. Un software che scandaglia il web, indicizza i siti presenti, cataloga i contenuti e le informazioni e ce le ”riconsegna”, sotto forma di risposta, tutte le volte in cui facciamo una domanda.

Oltre il 90% delle persone, nel mondo occidentale, utilizza Google per:

  1. cercare informazioni
  2. avere risposte a delle domande
  3. informarsi prima di “acquistare” prodotti o servizi

CHE COS’È FACEBOOK?

Facebook è un social network. Una piattaforma nella quale le persone si incontrano, socializzano, parlano, condividono idee, notizie, video e immagini.

Le persone utilizzano Facebook per:

  1. svagarsi
  2. comunicare
  3. condividere

Sono entrambi due canali di comunicazione, intrinsecamente differenti per logiche di funzionamento e utilizzo, ma accomunati dal fatto di inglobare due potentissime piattaforme di Advertising: GoogleAdWords e Facebook Ads.

QUANDO USARE ADWORDS E QUANDO USARE FACEBOOK ADS?

Perché utilizziamo Google

Google Adwords è consigliabile da usare in situazioni in cui l’utente è ormai prossimo all’acquisto. Il perché è presto detto: se un utente cerca “Hotel Milano” sul motore di ricerca, sa benissimo cosa vuole trovare. Abbiamo così intercettato una domanda consapevole, cioè un probabile cliente che sa benissimo cosa vuole.

Quindi se vuoi utilizzare Google per farti pubblicità devi domandarti quello che le persone chiedono quando sono alla ricerca del tuo prodotto o del tuo servizio.

Le persone sono già pronte ad acquistare.

Sono in uno stato di attività: stanno cercando qualcosa.

Quindi potresti usare Google AdWords quando desideri sfruttare la situazione di bisogno in cui si trovano le persone che sono alla ricerca di un prodotto o un servizio che tu puoi loro offrire.

Perché utilizziamo Facebook

Facebook Ads è utilissimo nella fase in cui noi vogliamo far conoscere il nostro prodotto  e stimolare curiosità da parte dell’utente intorno a esso; Facebook Ads permette cioè di intercettare la cosiddetta domanda latente.  In sostanza permette di far conoscere il nostro prodotto a un pubblico che potrebbe essere interessato all’acquisto, ma semplicemente ancora non lo sa o non conosce il nostro prodotto. Una persona che vede un’inserzione su un Hotel a Milano potrebbe non avere in preventivo un viaggio a breve, ma la nostra inserzione può aiutarlo a scegliere di fare un viaggio nel prossimo mese, a Milano, presso la nostra struttura.

Quello che cerchiamo di fare con la pubblicità su Facebook è l’opposto di quello che facciamo con AdWords.

Con Facebook >> stimoliamo un bisogno

Con Adwords >> rispondiamo a un bisogno

Su Facebook, infatti, il processo di acquisto, quando avviene, è completamente invertito. La piattaforma social è il luogo nel quale “facciamo nascere il bisogno”, lo stimoliamo e lo rafforziamo.

FACEBOOK ED ADWORDS STRUMENTI INTEGRATI DI MARKETING

Non pensare alle campagne pubblicitarie su AdWords e Facebook come a delle operazioni “spot” generate solo dalle riflessioni del “ Sono calate le vendite! Adesso mi faccio un po’ di pubblicità” oppure “Questo mese abbiamo venduto poco, facciamo un post che sponsorizzi la pagina così magari qualcuno compra qualcosa“.

Tutto questo non porta a nulla! Non voglio dirti che devi promuoverti tutto l’anno spendendo cifre esorbitanti, ma semplicemente che devi utilizzare le due piattaforme e il tuo budget con obiettivi e criteri prefissati.

Ogni azione pubblicitaria deve essere inserita in una precisa strategia di marketing, cioè in un sistema, preordinato e programmato, che prevede tutta una serie di azioni finalizzate al raggiungimento di un obiettivo.

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