Si sente spesso parlare di grafica Raster e Vettoriale. Di che si tratta? Scopriamo le principali differenze.
Introduzione
Molto spesso, quando si parla di grafica, si ha un’idea generica di un’illustrazione o un’immagine, ma non tutti sanno che le immagini possono essere molto diverse tra loro. Sostanzialmente la grafica ĆØ un settore della produzione artistica che si occupa di creare elementi per la comunicazione visiva, che mira alla trasmissione di un messaggio attraverso unāimmagine.
La Grafica Digitale
Il settore della grafica digitale si dirama in due categorie, con profonde differenze concettuali: la grafica raster e la grafica vettoriale.
Ma prima di analizzarne le caratteristiche e le differenze procediamo con una breve introduzione sulla funzione del colore nella grafica digitale e sui metodi di colore che vengono utilizzati per lo sviluppo di quest’ultima, i metodi RGB e CMYK.
Le teorie di sviluppo dei colori
La grafica digitale, oggi sempre più in via di sviluppo ed evoluzione, si basa sullāutilizzo di svariati software che, a prescindere dal tipo di utilizzo, sfruttano diversi sistemi di scale di colori e mescolanze. Oltre alla scala di grigi e al bianco e nero si utilizzano principalmente due tipi di mescolanza di colori, ovvero la mescolanza (o sintesi) additiva e quella sottrattiva.
Mescolanza additiva (RGB)
La mescolanza additiva o sintesi additiva si riferisce ai colori primari della luce ovvero il rosso, il verde e il blu (da cui la sigla RGB in inglese RED, GREEN e BLUE). Questi tre colori sono agli estremi (rosso e blu) e nel mezzo (verde) dello spettro elettromagnetico. Quando miscelati tra loro, generano in pratica tutti i colori presenti nello spettro stesso, mentre se sommati in parti uguali (da qui il termine āadditivoā) danno la luce bianca, ovvero il colore bianco. La tricromia RGB ĆØ utilizzata quando un determinato elemento grafico ĆØ progettato per essere visualizzato su schermo, ad esempio per il web.
Mescolanza Sottrattiva (CMYK)
La mescolanza o sintesi sottrattiva, invece utilizza i colori primari dei pigmenti. In parole povere: la materia, e quindi i pigmenti, hanno la capacitĆ di assorbire in modo selettivo solo alcune lunghezze dāonda della luce mentre le altre vengono riflesse. La parte di luce che viene riflessa ĆØ quella che dĆ un determinato colore. Il colore di un pigmento ĆØ il risultato dalla sottrazione di radiazioni dalla luce bianca ed ĆØ per questo che questo eventi prende lāaggettivo di āsottrattivoā.
I colori primari della mescolanza sottrattiva sono ciano, magenta e giallo a cui viene aggiunto il nero, originato dalla sovrapposizione degli altri tre. La combinazione CMYK (Cyan, Magenta, Yellow e Key black) è quella utilizzata nella stampa tradizionale. Bisogna tenere presente, però, che lo stesso colore, che sia RGB o CMYK non dà sempre lo stesso risultato a seconda dello schermo o della stampante e bisogna sempre considerare delle possibili variazioni, per esempio in fase di progettazione di un logo. Come evitare sorprese? Facendo delle prove di stampa e dei confronti. Questi sono elementi da tenere sempre a mente quando si sceglie il colore per un elemento di grafica, come un logo.
Differenza tra grafica raster e grafica vettoriale
Una volta capita la differenza tra RGB e CMYK e tra le mescolanze di colore, passiamo al capire quali sono le due principali categorie della grafica digitale.
Grafica raster
Prende il nome dalla parola inglese ārasterā che significa griglia. Infatti nella grafica raster, o bitmap, lāimmagine ĆØ composta da una griglia di punti detti pixel, di forma quadrata. Ognuno di quei pixel possiede determinate informazioni di colore che in generale creano una specifica immagine. Il profilo di colore usato più spesso nelle immagini bitmap ĆØ lāRGB perchĆ© ĆØ il profilo che le schede grafiche dei computer utilizzano per comporre lāimmagine stessa sullo schermo. La proprietĆ più importante di un immagine raster ĆØ la risoluzione,Ā che ĆØ data dal numero di pixel contenuti in una certa unitĆ di misura. Per standard si utilizza il pollice inglese (2,54 cm) e il rapporto Dot Per Inch, DPI, cioĆØ punti per pollice. Più alto ĆØ il numero dato da questo rapporto più alta ĆØ la risoluzione dellāimmagine e quindi la sua stessa qualitĆ . Una risoluzione di 300 dpi ĆØ considerata lo standard di qualitĆ per una buona stampa mentre per lo schermo sono sufficienti 72 dpi per ottenere una buona qualitĆ visiva. Ovviamente diminuendo la dimensione della foto aumenterĆ la sua risoluzione, cosƬ come ingrandendo la stessa essa avrĆ una risoluzione minore ottenendo il cosiddetto effetto sgranato, quello in cui i singoli quadratini diventano visibili, come nellāimmagine in testa al paragrafo.
Formati di immagini raster
Le immagini raster possono essere salvate in diversi modi a seconda del tipo di utilizzo che si vuole fare delle stesse. Vediamo i 6 formati più diffusi:
Non compressi:Ā file che pesano maggiormente sulla memoria fisica del computer.
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- Raw ā letteralmente āgrezzoā, ĆØ il file solitamente utilizzato dalle macchine fotografiche per mantenere intatta la qualitĆ di unāimmagine.
- Bmp ā Windows Bitmap ĆØ veloce da leggere e da modificare ma comporta un maggior peso in termini di byte.
Compressione lossless: ossia minor spazio occupato su disco, stessa qualitĆ e risoluzione, lossless vuol dire infatti āsenza perditaā.
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- Png ā acronimo di Portable Network Graphics, uno dei più usati formati compressi, pesa poco e mantiene le eventuali trasparenze ed ĆØ quindi perfetto per il web.
- Gif ā Graphics Interchange Format, tra i suoi punti di forza cāĆØ la possibilitĆ di creare delle immagini animate.
- Tiff ā Tagged Image File Format, mantiene numerose informazioni importanti anche dopo la compressione ed ĆØ quindi usato per scanner e stampanti.
Compressione lossy:Ā questi tipi di formato perdono qualitĆ ogni volta che vengono salvati e modificati, non sono quindi adatti al fotoritocco ma sono perfetti per lo scambio di immagini via internet.
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- Jpeg ā Joint Photographic Expert Group, ĆØ sicuramente il formato più famoso ed utilizzato, crea una potente compressione principalmente sul colore che, pur non essendo visibile dallāocchio umano ĆØ percepita dalla stampante.
Grafica vettoriale
La grafica vettoriale ĆØ molto diversa da quella raster. Essa si basa infatti sulle forme geometriche e matematiche come linee, punti, curve e poligoni per creare unāimmagine e a queste forme vengono attribuite determinate caratteristiche di colore o di effetti. PoichĆ© le immagini vettoriali sono sviluppate attraverso forme geometriche ĆØ possibile ingrandirle praticamente allāinfinito senza perdere minimamente risoluzione, poichĆ© le stesse forme geometriche hanno alla base delle equazioni matematiche. Puoi vederlo bene nel dettaglio dellāimmagine sopra. Lo spazio occupato su disco ĆØ unāaltra importante differenza: infatti le immagini vettoriali occupano di gran lunga minor spazio di quelle raster poichĆ© le informazioni contenute nellāimmagine sono nettamente inferiori, rendendo anche molto più semplici le modifiche. Un aspetto negativo, per esempio, consiste nel fatto che per ottenere delle immagini vettoriali ricche di qualitĆ e di dettagli, come ad esempio ĆØ necessario fareĀ nel settore della grafica 3D, sono necessarieĀ delle macchine e dei software estremamente performanti.
Formati di immagini vettoriali
Generalmente ogni programma di grafica vettoriale garantisce il salvataggio in svariati formati a seconda del tipo di utilizzo che si vuole fare dellāimmagine stessa. Quasi tutti i software hanno un loro formato personalizzato predefinito come il .dwg per Autocad o il .ai per Adobe Illustrator, leggibili soltanto con il programma utilizzato per creare il file stesso e per le sue versioni successive. una peculiaritĆ di questi file ĆØ che, essendo vettoriali, conservano sempre tutte le caratteristiche di qualitĆ iniziale, soprattutto la possibilitĆ di modificare allāinfinito qualsiasi punto o curva dellāimmagine. La conversione da vettoriale a raster ĆØ sempre molto facile e veloce, infatti tutti i softwares di grafica vettoriale permettono di salvare (esportare) il file vettoriale in un qualsiasi formato raster come il .jpeg o altri. Un file di salvataggio vettoriale ĆØ il famoso PDF. Esso comprende tutte le informazioni di forme, colori e font contenuti allāinterno del file originale e soprattutto ha la caratteristica di non dipendere da nessuna piattaforma o software ma di essere leggibile (tramite un lettore, esempio: Adobe Reader) su qualsiasi dispositivo.
Conclusioni
Ricordati che raster e vettoriale sono due cose ben diverse e che ogni tipo di progetto ha bisogno di un diverso approccio progettuale, ad esempio se tu hai bisogno di progettare un logo dovrai sicuramente utilizzare la grafica vettoriale.
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Fonti: www.grafigata.com/differenza-raster-vettoriale-grafica/



